1.6.2008
Il disco Heilagmanoth sta avendo un certo numero di recensioni molto positive, sia italiane che estere!
Sono apparsi articoli su riviste specializzate (per esempio Metal Hammer) e tutti con ottimi giudizi.
Potete leggere alcune recensioni qui oppure andare direttamente sui link:
http://www.heavyworlds.com/reviews.php?id=148
http://artrock.se/artrock2008/recension_2008_105.htm
http://biometal.123.fr//index.php?option=com_content&task=view&id=51&Itemid=33
Ecco alcune recensioni in italiano:
Dunwich
è un nome ormai storico del progressive rock italiano. All'esordio del 1994 con l'affascinante SUL MONTE E' IL TUONO fanno seguito a breve distanza gli ottimi IL CHIARORE SORGE DUE VOLTE e ETERNAL ECLIPSE OF FROST.
Dopo una pausa di qualche anno il mastermind Claudio Nigris rifonda la band con Roberto Fasciani al basso e Francesca "Elayne" Naccarelli alla voce. Gli ospiti Luca Iovieno alla batteria e David Giacomini alla chitarra completano il nucleo della band. Altri ventidue fra musicisti e coristi collaborano alla relizzazione del come-back album compreso un quartetto di fiati e un quartetto d'archi.
Il misterioso titolo indica il nome che Carlo Magno avrebbe tentato di dare all'ultimo mese dell'anno; il CD si apre infatti con il breve strumentale "Aranmanoth" ( "Il mese del raccolto",agosto) e si conclude proprio con la title track ("Il mese Santo", dicembre). Al loro interno dieci gemme di musica di un altro tempo: la musica mistica e sciamanica della trilogia degli anni novanta viene trasfigurata in un più moderno approccio al rock sinfonico aperto però a diverse influenze derivantidalla musica classica, da quella medievale e dal metal.
La bellezza del brano d'apertura "La Casa dell'Alchimista" è stupefacente: il basso pulsante di R. Fasciani, le precise linee melodiche di Francesca Naccarelli e il "demoniaco" coro delle voci (rimandano alla grande "Mater Tenedrarum" di Keith Emerson) creano scenari di follia e di mistero che si prolungano ininterrotti per tuttoil CD. "Tales from the Ninth Wave" risulta una versione più notturna, sinfonica e misteriosa dei migliori Nightwish, con un finale di alta suggestione grazie agli intrecci vocali di Francesca e del coro. La lovecraftiana "Escape from Innsmouth" e "Beowulf", basato sul poema omonimo del decimo secolo, esaltano la dimensione epico-mitica della musicacreata da Claudio Nigris mentre "The Flying Fear" e "Leaves on the Altars to the Moon" presentano un'alternanza tra momenti acustici quasi da danza campestre e improvvise esplosioni sinfoniche. "Terra di Ambra Neve e Fuoco Nero" è forse l'unico brano che si ricollega al passato "pagano" della band e l'atmosfera creata dall'ammaliante melodia è davvero magica. Il gran finale, affidato a "La Lama, il Ghiaccio e il Fuoco" in perfetto equilibrio tra atmosfere epic-fantasye metal-sinfoniche con un importante utilizzo del quartetto di fiati, ci consegna un'opera intensa e ottimamente strutturata, suonata e cantata.
Per l'acquisto (consigliatissimo) riferirsi al sito ufficiale www.dunwich.it.
Gabriele Manzini
Di seguito la traduzione dal tedesco del link
http://www.musikreviews.de/reviews/2008/Dunwich/Heilagmanoth/:
“Nessun compromesso”, potrebbe essere il motto dei Dunwich. La band italiana esiste in diverse forme già da molti anni, ed è riuscita a far uscire tre album negli anni Novanta. Tuttavia “Heilagmanoth” può essere considerato un nuovo inizio e un quasi-debutto, poiché la testa musicale del gruppo, Claudio Nigris, si presenta con una nuova formazione, e ha deciso di prendere in mano la band da solo, senza l’aiuto di un’etichetta discografica. E, nonostante questo, tutto è stato condotto come in una produzione professionale.
A cominciare dallo splendido digipack e dal libretto, sul quale i testi vengono illustrati da numerose immagini, fino alla lussuosa ed eccellente produzione. Più di 20 musicisti ospiti suonano parti strumentali classiche, come archi, percussioni, flauti, ottoni e cori, mentre la band ha rigettato intere registrazioni, risuonando tutto daccapo fino a essere veramente soddisfatta. La lavorazione di “Heilagmanoth” è perciò durata più di due anni. Come abbiamo detto, nessun compromesso.
Lo stile dei DUNWICH si compone della somma di molti elementi diversi, ed è perciò difficile da classificare senza enumerare un’intera lista di influenze. Non è possibile, facendo il nome di una sola band, descrivere il loro suono, che mette insieme in modo univoco e omogeneo interi generi: musica medioevale e folk (eseguita con i relativi strumenti acustici), rock progressivo e colonne sonore di orchestrazione classica. Il metal si può ascoltare solo marginalmente, sotto forma di rari passaggi di contrabbasso o di chitarre distorte. Si possono ascoltare anche alcuni begli assoli, ma spesso si rinuncia completamente alla chitarra, senza che la cosa sia di peso, dato che i numerosi strumenti classici e acustici prendono il più delle volte la guida.
Inoltre Roberto Fasciani, con il suo stile armonico e melodico, utilizza spesso il suo basso come strumento solista, riempiendo così lo spazio lasciato libero dalla chitarra e dà a tutto l’album una forte sfumatura progressive.
Per certi versi i DUNWICH si possono veramente paragonare solo a una band come gli HAGGARD, e gli italiani al confronto risultano più stratificati e complessi, ma anche meno accessibili. Le strutture tradizionali della canzone e gli schemi strofa-ritornello non vengono assolutamente impiegati, e in effetti si può dire che un ritornello nel vero senso della parola non lo si incontra mai. Qui si lavora invece come in una colonna sonora di stile classico, con temi, che spesso e volentieri vengono variati a ogni ripetizione. Le canzoni non sono eccessivamente lunghe, la maggior parte sono tra i cinque e i sei minuti (e i brani più calmi sono anche più brevi), nonostante in ogni traccia succeda una quantità spaventosa di cose.
L’impressione è veramente quella di un viaggio musicale, anche perché è impossibile cogliere il senso dell’album per assaggi o per singole canzoni, ma solo prendendolo come un tutto. I brani si fondono l’uno nell’altro, e spesso si ha quasi la sensazione di onde (musicali) che si sollevano e poi si frangono, senza che ci siano introduzioni e chiusure ben definiti. Infatti si rinuncia anche a un costante ritmo di batteria. Se una parte deve essere puramente orchestrale o puramente acustica, così viene eseguita.
La musica dei DUNWICH si distingue soprattutto per un'atmosfera incantata e mistica molto particolare, che non mi capitava più di ascoltare dai tempi del debutto di THE 3rd AND THE MORTAL. Si ha veramente la sensazione di origliare antiche storie e antiche usanze. Questo è dovuto soprattutto alla cantante Francesca Naccarelli e alle sue eccentriche melodie. Le canta in modo prima lieve e aggraziato, poi con forza in stile di soprano, e talvolta quasi come se pronunciasse un incantesimo, tanto che sembra di vedere una zingara che danza intorno al fuoco con gli occhi spiritati.
Fin dall’inizio dell’album i DUNWICH dimostrano la loro ecletticità. “La Casa dell’Alchimista” inizia dapprima con un coro operistico, poi entra in un tranquillo dialogo tra arpa e flauto, che poi viene completato furiosamente da batteria e riff metal. Poi viene introdotto il canto, con melodie di ispirazione celtica, accompagnato solo da chitarre acustiche e complesse linee di basso. E tutto questo solo nei primi due minuti! La successiva “Tales from the Ninth Wave” alterna continuamente tra la ballata e sostenuti passaggi epici, e culmina infine in una parte grandiosamente ampollosa con campane e cori maschili, che persino i MANOWAR avrebbero approvato.
Dopo i primi due brani, che oscillano in modo estremo tra ogni sfaccettatura e dimostrano in generale una tendenza metallica, segue “Guardians of the Threshold”, la prima di alcune tracce quasi interamente acustiche, piene di percussioni e di atmosfere oscure. “Escape from Innsmouth”, ispirata da H. P. Lovecraft, è invece principalmente orchestrale, e con i suoi cori pieni di atmosfera ricorda un po’ le colonne sonore più cupe di Danny Elfman. Con la leggerissima “Il Falso Principio” segue poi una musica quasi rinascimentale (almeno all’orecchio di chi è digiuno di musica classica come me).
I DUNWICH ci offrono una variazione, senza che la cosa suoni forzata, e senza che la traccia esca fuori dai binari. Nel complesso, comunque, si percepisce una certa malinconia e nostalgia, fortunatamente molto lontana dalla spensieratezza di un’aria folk.
L’epica “Beowulf” è davvero la canzone più accessibile, la hit segreta di “Heilagmanoth”. Questa trasposizione musicale di una leggenda del X secolo offre meravigliose melodie canore, parti strumentali sostenute e ampollose, begli assoli di chitarra e persino una decente imitazione di power metal. Seguono infine nuovamente alcuni brani tranquilli, in gran parte acustici e molto coinvolgenti, prima che l’album si concluda con la pomposa “La Lama, il Ghiaccio e il Fuoco” offrendoci di nuovo tutti gli elementi del DUNWICH-sound.
CONCLUSIONE: Con “Heilagmanoth” i DUNWICH ci offrono l’autoproduzione più lussuosa e che abbia mai sentito. E, cosa molto più importante, uno dei migliori album dell’anno fino ad oggi! Chi è pronto a lasciarsi condurre in un viaggio e a investire il tempo necessario, verrà ripagato con una grande varietà musicale e con un’atmosfera unica nel suo genere. “Heilagmanoth” suona come la colonna sonora di un immaginario film sul Medio Evo: cupo, coinvolgente e multisfaccettato.
Potete ordinare per 12 euro, compresi imballo e spedizione, il meraviglioso digipack autoprodotto sul sito web della band (vedi sopra), oppure sulla sua pagina MySpace: http://www.myspace.com/dunwichband.
Daniel Fischer
23.5.2008
Finalmente in vendita il debutto discografico della band AIIR!!!
La band e' formata da me al basso,
Roberto Pirami alla batteria e
Andrea Pietrosanti alla chitarra. Il disco, in formato digipack, contiene otto brani di musica rock/progressive strumentale con atmosfere psichedeliche. Ascoltate i samples dei brani e contattateci direttamente sul nostro
myspace per avere il cd, il prezzo e' di soli 10€ piu' spese di spedizione!
A presto
21.4.2008
HEILAGMANOTH, l'atteso quarto lavoro dei Dunwich, è finalmente disponibile!La curatissima edizione digipack contiene un libretto di 16 pagine che rappresenta i temi dell'album.
Potete ascoltare alcune canzoni sulla nostra pagina di
myspace oppure sfogliare gli artwork che compongono il libretto. Se invece volete ordinare subito il CD potete farlo tramite il nostro
store oppure il nostro myspace.
Presto aggiungero' link e recensioni del disco.
22.2.2008
Online il sito di R. Fasciani!!!Che grande notizia direte voi…
Alla fine, dopo mesi di pazzia e personaggi vari ci sono riuscito.
Nel sito troverete aggiornamenti su concerti, dischi e una sezione dedicata alla didattica: se vorrete chiedermi esercizi, consigli o qualsiasi altra cosa scrivete e vi rispondero'(oppure venite direttamente a lezione!); se avrete bisogno di me per registrazioni o concerti andate sulla pagina contatti e chiamatemi. Nella sezione media ci sono brani composti o riarrangiati da me e presto anche video.
Per cominciare vi annuncio la prossima uscita di 2 album da poco completati: il ritorno sulla scena della band Dunwich con il 4' disco e il debutto del trio AIIR con R. Pirami e A. Pietrosanti; i dischi saranno anche in vendita online dai rispettivi siti o myspace (sulla pagina
links)!
A presto,
Roberto